Rapid Prototyping:
un modo veloce per costruire e testare un’esperienza

Introduzione

Il concetto di user experience assume un'importanza centrale in una progettazione metodologica che, tenendo fermi i punti chiave dell'approccio Agile, si focalizza sull'integrazione delle esigenze emozionali, percettive e funzionali dell’utente durante la realizzazione di un prodotto o di un servizio. Ma come si raggiunge l'obiettivo? Da un lato gli elementi di fondo rimangono inalterati (analisi dei bisogni, focus sulle interazioni e rapida risposta ai cambiamenti), e dall'altro si punta ad una più stretta collaborazione tra sviluppatori e designer nelle fasi di sviluppo del prodotto.

Dall'idea al prototipo: un processo collaborativo

Nella metodologia Agile UX assumono maggiore rilevanza le microinterazioni tra designer e sviluppatori che, grazie ai nuovi strumenti utilizzati durante il processo di definizione e ridefinizione del prototipo, permettono di creare un prodotto finale non solo “tollerabile”, ma amato dal cliente.

Pertanto, la necessità di un continuo confronto per una costante ridefinizione del prototipo fintanto che tutti i requisiti sono stati soddisfatti si basa principalmente su tre fasi: creazione del prototipo, condivisione, ridefinizione.

Creare il prototipo: in questa fase il primo passo consiste nello stabilire gli schemi di design. Si rende necessario un confronto con i clienti per definire obiettivi e linee guida e, in base a questi, si crea un primo mockup del sistema.
Condividere e ascoltare: il prototipo viene quindi condiviso con i clienti e i potenziali soggetti interessati. Le idee che emergono dal confronto consentono di valutare se si è sulla strada giusta, apportando correttivi e deviazioni se necessari.
Ridefinire il prototipo: le aree che necessitano di ulteriori modifiche e migliorie vengono quindi identificate in base ai feedback ricevuti. Nell'ottica di una costante ridefinizione del prototipo, si inizia a ragionare fin da subito in termini di stretta collaborazione, coinvolgendo tutti i potenziali interessati.

Il prototipo viene rivisto e generalmente ampliato ed approfondito durante le varie ripetizioni del processo. L'obiettivo non è l'assoluta funzionalità, ma un supporto nella visualizzazione e nella comprensione del prodotto finale. Ma fino a che punto il prototipo deve corrispondere al prodotto finale? Innanzitutto bisogna capire a quale aspetto del prodotto (design, livello di interazioni o contenuti) si vuole fare riferimento e, successivamente, bisogna comprendere su quale aspetto il team di sviluppatori-designer vuole avere un feedback. A seconda dell’obiettivo e della fase di sviluppo, si possono creare prototipi con differenti livelli di accuratezza:

Bassa accuratezza (low-fidelity prototype): qui bastano carta e penna; uno strumento ideale durante le prime fasi del brainstorming per fare rapidi schizzi di idee e spunti.
Media accuratezza (medium-fidelity prototype): qui si usano strumenti più precisi con lo scopo di focalizzare l’attenzione sul comportamento della soluzione, eliminando gli elementi di identità visiva (colore, branding).
Alta accuratezza (high-fidelity prototype): si usano strumenti specifici per creare prototipi più realistici in termini di funzionalità e design, in grado di mostrare le possibilità di una nuova tecnologia (es. Mobile App). Sicuramente più dispendiosi in termini di tempo e realizzazione, ma che permettono di effettuare test di usabilità in profondità.

Case Study: Google e il processo in 5 fasi

Google ha sviluppato una propria metodologia in cui completare un processo di progettazione in tempi molto brevi: sono gli Sprint, blocchi di lavoro che, attraverso miglioramenti e pratica continua, costruiscono le basi per un test in una settimana. Il processo in questione si articola in 5 fasi (Unpack, Sketch, Decide, Prototype, Test) corrispondenti ad altrettante giornate. 8 ore al giorno, 40 ore totali.

Disfare: o, mettere sul tavolo tutte le competenze coinvolte nel processo, costruendo un lavoro per team piuttosto che per individualità. Le funzioni rilevanti nell'organizzazione sono coinvolte, mettono la loro conoscenza al servizio del lavoro di squadra facendo riferimento a presentazioni, dati analitici disponibili, definizioni e valutazioni metriche. Le personalità coinvolte, aiutate da un facilitatore esterno, creano un walkthrough dettagliato su come procedere.
Fare degli schizzi: facendo riferimento alle modalità di lavoro low-fi – per aumentare la velocità e rendere il lavoro alla portata di tutti – si inizia a lavorare su soluzioni dettagliate. In questa fase team più specializzati si possono occupare di problemi più specifici. Al termine della giornata il calderone delle idee viene discusso e ridotto alle soluzioni più ragionevoli e fattibili.
Decidere: momenti in cui si decide in concreto quali idee si porteranno alla fase di prototipazione. Le valutazioni passano da un ragionamento su possibili conflitti che potrebbero sorgere con i mezzi disponibili e con gli obiettivi posti. L'ultima parte della giornata viene dedicata alla creazione degli storyboard. Il team individua intanto dei partecipanti per l'ultimo giorno di test.
Realizzare prototipi: Google raccomanda in questa fase di utilizzare template per costruire rapidamente prototipi interattivi. Il team di ricerca completa la programmazione dei test e sviluppa le interviste programmate per il giorno seguente.
Test: il numero dei partecipanti al test si dovrebbe aggirare intorno ai 20, comunque non minore di 6. Il test si svolge facendo interagire i partecipanti con il prototipo, a stretto contatto con il personale. Le note e segnalazioni della giornata vengono inserite in un sommario che poi viene discusso per punti a fine giornata.

Rapid Prototyping: benefici pratici

La predisposizione di un prototipo in tempi rapidi tramite una stretta collaborazione tra clienti e sviluppatori-designer comporta una serie di benefici pratici.

In definitiva, possiamo individuare 4 principi chiave sui quali si basa il metodo Agile:

• La possibilità di apportare modifiche al prodotto in tempi più rapidi vista l'articolazione del processo in fasi e il lavoro in simbiosi tra sviluppatori e designer.
• L’ottenimento di risultati in tempi più rapidi e il risparmio sulle risorse adattando il processo alle soluzioni più sostenibili.
• La riduzione dei rischi derivanti da richieste di cambiamento durante la fase di programmazione poiché la soluzione è stata già sottoposta all’utente nelle fasi precedenti.
• La creazione di prodotti su misura per il cliente grazie ai suoi feedback ottenuti durante la fase dei test.

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