Design-oriented:
la strada per il successo

Introduzione

L'adesione alla metodologia Agile ha consentito a molte aziende di raccogliere riscontri positivi in termini di visibilità e successo del prodotto. Le modifiche non hanno riguardato soltanto i principi chiave a cui ispirarsi una volta deciso di abbracciare una metodologia human-centered, ma hanno coinvolto molto concretamente la strutturazione e programmazione stessa del lavoro del team design. Per analizzare in termini pratici di quali cambiamenti si tratta, si sono individuati due case study, corrispondenti ad altrettanti modelli virtuosi.

Case Study: Betterment, fra condivisione e trasparenza

Nel caso della compagnia finanziaria Betterment, l'adozione della metodologia Agile corrisponde ad un cambio di rotta che ha contribuito a farne, in pochi anni di attività, una realtà affermata sul mercato. Il costante confronto con l’utente diventa la chiave di un modello virtuoso, in cui il valore delle individualità coinvolte nel teamwork permette la creazione di un prodotto di successo.

In particolare, nel tratteggiare le fasi di lavoro del team, si è sottolineato il valore delle diverse prospettive portate all'interno del percorso di progettazione. Il team design è infatti composto da 8 persone, marketing designers e product designers, con simili abilità, ma con obiettivi e compiti diversi. I marketing designers si concentrano su come vendere il prodotto e, in una prima fase di design strategy, rappresentano il primo punto di contatto con i consumatori. I product designers subentrano quindi idealmente nel rapporto con i consumatori, adattando il percorso di progettazione alle loro esigenze, tramite ricerche e interazioni, facendo sì che l'esperienza professionale sia coinvolgente e aiutandoli ad ottenere quello che cercano.

In questo senso si rinnovano i principi chiave della prospettiva human-centered, tenendo sempre a mente i bisogni umani e facendo piccoli aggiustamenti in corso d'opera alle feature prima che siano complete. Il singolo membro del team partecipa attivamente, con la libertà di sperimentare e la possibilità di spingere più in là i limiti. Settimanalmente si programma un grande confronto sullo stato del lavoro. Le parole chiave della "Betterment culture" sono trasparenza e condivisione: "è qualcosa in cui mettiamo grande amore, perché è ciò che ci rende grandi".

Il concetto di design non rimane isolato, ma si lega al settore dell'ingegneria e del product management. Si mettono insieme idee e convinzioni e si procede con la loro validazione tramite la ricerca. Prende quindi il via l’ideazione che si basa sulla messa in gioco di una serie di prospettive che vengono analizzate, comparate e quindi valutate. L'obiettivo è trovare la soluzione più semplice, più completa e di creare un prodotto che funzioni nel presente, ma anche nel prossimo futuro.

Tanti sono i benefici che la Betterment ha riscontrato dopo aver abbracciato la metodologia Agile: "il successo è l'invisibilità. Quando abbiamo fatto un buon lavoro, i nostri user non sanno nemmeno che noi eravamo lì, guidandoli silenziosamente lungo la strada".

Case study: Capital One, "la desiderabilità prima di tutto"

La natura adattiva di un processo che si sviluppa rispecchiando, e valorizzando, l'esperienza umana, è anche alla base del modello sul quale l'istituto bancario Capital One, ispirato dal proprio creatore, ha deciso di puntare. In un processo design oriented in cui l'idea iniziale è quella di definire l'esigenza umana che si vuole soddisfare, il concetto di desiderabilità diventa la prospettiva fondamentale del processo. Non l'unica – si considera anche la necessità di creare valore di business – ma quella in grado di garantire il funzionamento del prodotto nel lungo termine.

Il grande team di design è composto da team più piccoli, sparsi in varie città. Il processo non è rigidamente definito secondo ruoli e responsabilità, ma si tratta piuttosto di un processo organico, in cui gli attori coinvolti si fanno portavoci di prospettive più specifiche e "parlano un linguaggio comune". Secondo le necessità, si parla di design strategy, user research, UX design, interaction design, front-end developer: le varie tipologie di designer collaborano tra di loro. La design strategy aiuta a definire il modo in cui l'utenza si pone rispetto ad un progetto, quindi entrano in gioco gli UX e visual designer, e infine i front-end developer, che aiutano nella fase di prototipazione.

Ogni prospettiva in più aggiunge valore, mentre la condivisione dei risultati e la creazione di una connessione nel gruppo vengono garantite da una riunione settimanale in cui si fa una conferenza generale. Il processo è fluido e rapido. Appena ci si avvicina al completamento del prototipo, già il team di sviluppo software è all'opera per portarlo sul mercato.

Nel tracciare le linee guida del teamwork, la Capital One fa riferimento a tre principi chiave: semplicità, umanità, ingegnosità. La cosa importante è definire l'area del problema che si vuole affrontare e riservandosi sufficiente spazio per le modifiche, considerando nuove possibilità.

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